
Malinoci è il racconto di un intervento di ristrutturazione totale di una vecchia casa di campagna nelle colline di Carmignano (Prato), con frazionamento in due unità e relativo intervento di riqualificazione energetica. La casa è una piccola tessera del grande mosaico che è il paesaggio delle colline carmignanesi, un paesaggio agricolo storico già scelto dai Medici per numerose ville sub-urbane rinascimentali. L’edificio era tipicamente organizzato come una casa contadina, ovvero con gli ambienti di vita ai piani terra e primo, e gli ambienti di lavoro e gli spazi per gli animali a piano seminterrato. La Committenza ci ha chiesto una revisione completa dell’edificio, a partire da un frazionamento che ha generato una nuova divisione verticale del fabbricato in due appartamenti, con rispettivi giardini ed aree esterne da progettare e nuove scale interne da collocare nel volume. La sfida si è presentata da subito complessa, visto che la casa era completamente da ristrutturare, consolidare strutturalmente, efficientare energeticamente a partire dalla realizzazione di un cappotto termico esterno, ed impermeabilizzare negli ambienti seminterrati. Un lavoro ampio e dettagliato basato sui principi della progettazione bioclimatica, per rispondere agli standard necessari accedere al Superbonus 110% (tema che avevamo affrontato in molti altri progetti), al quale è seguito una altrettanto scrupolosa attività di direzione lavori che ha ridato nuova vita e prestazioni energetiche eccezionali a questo piccolo pezzo di paesaggio carmignanese.
Progetto: Officina Abitare (Arch. Matteo Pierattini, Arch. Sara Bartolini)
Direzione Lavori: Matteo Pierattini
Impresa esecutrice: SICE srl
Photo: Matteo Pierattini


Modello della nuova aggregazione di volumi previsti dal progetto, con la divisione prevista dal frazionamento verticale. Le facciate sud e nord sono state equamente divise tra le due nuove unità, mentre le facciate est ed ovest sono state pensate come spazi esclusivi e privati, connessi alle nuove aree esterne di terrazze e giardini.
Il primo obiettivo di progetto di questa ristrutturazione di casa di campagna a Carmignano, Prato, è stato quello di perseguire il frazionamento verticale di questa casa di campagna in maniera equilibrata, ovvero distribuendo l’accesso agli spazi esterni in maniera proporzionata alle due nuove proprietà, mantenendo un’unità progettuale complessiva che salvaguardasse le qualità della casa storica. Abbiamo pertanto ridefinito gli spazi interni e ridisegnato completamente tutti gli spazi esterni dei giardini e delle aree esterne, prevedendo nuovi spazi esclusivi evitando di utilizzare barriere fisiche per salvaguardare la qualità del contesto paesaggistico nel quale sorge l’edificio.
In questa operazione di riprogettazione complessiva, abbiamo proposto la demolizione di molte superfetazioni che erano state aggiunte durante il Novecento, al fine di ritrovare la pulizia del volume storico e la chiarezza del rapporto con le aree esterne ed i nuovi giardini. Il progetto di efficientamento energetico, che ha previsto la coibentazione integrale di tutto l’involucro, è stato anche l’occasione per rivedere i prospetti e le aperture esterne, mediante la riapertura di vecchie finestre chiuse nel corso del tempo che hanno portato alla ricomposizione di prospetti geometrici e simmetrici, tipici dell’edilizia rurale di questa zona.
Il primo obiettivo di progetto di questa ristrutturazione di casa di campagna a Carmignano, Prato, è stato quello di perseguire il frazionamento verticale di questa casa di campagna in maniera equilibrata, ovvero distribuendo l’accesso agli spazi esterni in maniera proporzionata alle due nuove proprietà, mantenendo un’unità progettuale complessiva che salvaguardasse le qualità della casa storica. Abbiamo pertanto ridefinito gli spazi interni e ridisegnato completamente tutti gli spazi esterni dei giardini e delle aree esterne, prevedendo nuovi spazi esclusivi evitando di utilizzare barriere fisiche per salvaguardare la qualità del contesto paesaggistico nel quale sorge l’edificio.
In questa operazione di riprogettazione complessiva, abbiamo proposto la demolizione di molte superfetazioni che erano state aggiunte durante il Novecento, al fine di ritrovare la pulizia del volume storico e la chiarezza del rapporto con le aree esterne ed i nuovi giardini. Il progetto di efficientamento energetico, che ha previsto la coibentazione integrale di tutto l’involucro, è stato anche l’occasione per rivedere i prospetti e le aperture esterne, mediante la riapertura di vecchie finestre chiuse nel corso del tempo che hanno portato alla ricomposizione di prospetti geometrici e simmetrici, tipici dell’edilizia rurale di questa zona.
La nuova divisione verticale dei due appartamenti con frazionamento ha garantito che ciascuna famiglia possa sfruttare gli ambienti di tutti e tre i piani, dal seminterrato – dedicato in prevalenza ai vani tecnici ed alla lavanderia – ai piani terra e primo, fino alla soffitta sottotetto. Il progetto ha previsto di dedicare il piano terra alle zone giorno, con due nuovi spazi esterni di riferimento: una nuova grande terrazza esposta ovest per l’appartamento A, ed una nuova aia esposta est per l’Appartamento B, così da garantire l’accesso a giardini ed aree esterne private situate ai lati opposti della casa, al fine di evitare intervisibilità e massimizzare la privacy.
Il piano primo è stato dedicato invece alle zone notte, per garantire silenzio, privacy e affacci sulla bella campagna circostante. Un nuovo sistema di scale private interne permette di raggiungere tutti i livelli dei due appartamenti. Dal piano primo si accede infine alle rispettive mansarde, ed al tetto, che ospita tutti gli impianti dedicati alle fonti rinnovabili quali pannelli fotovoltaici e pannelli per il solare termico. La maggior parte dei vecchi solai in legno sono stati demoliti e ricostruiti con legno di castagno e pianelle di cotto, mentre i solai a voltine ed alcuni solai in legno meritevoli sono stai consolidati strutturalmente e recuperati in termini estetici.
La nuova divisione verticale dei due appartamenti con frazionamento ha garantito che ciascuna famiglia possa sfruttare gli ambienti di tutti e tre i piani, dal seminterrato – dedicato in prevalenza ai vani tecnici ed alla lavanderia – ai piani terra e primo, fino alla soffitta sottotetto. Il progetto ha previsto di dedicare il piano terra alle zone giorno, con due nuovi spazi esterni di riferimento: una nuova grande terrazza esposta ovest per l’appartamento A, ed una nuova aia esposta est per l’Appartamento B, così da garantire l’accesso a giardini ed aree esterne private situate ai lati opposti della casa, al fine di evitare intervisibilità e massimizzare la privacy.
Il piano primo è stato dedicato invece alle zone notte, per garantire silenzio, privacy e affacci sulla bella campagna circostante. Un nuovo sistema di scale private interne permette di raggiungere tutti i livelli dei due appartamenti. Dal piano primo si accede infine alle rispettive mansarde, ed al tetto, che ospita tutti gli impianti dedicati alle fonti rinnovabili quali pannelli fotovoltaici e pannelli per il solare termico. La maggior parte dei vecchi solai in legno sono stati demoliti e ricostruiti con legno di castagno e pianelle di cotto, mentre i solai a voltine ed alcuni solai in legno meritevoli sono stai consolidati strutturalmente e recuperati in termini estetici.
Un nuovo sistema di scale interne garantisce i collegamenti verticali in ciascun appartamento. Nell’appartamento B, la scala interna è stata posizionata svuotando completamente un volume a sviluppo verticale precedentemente suddiviso da solaio orizzontali, permettendo così l’installazione di una serie di rampe su disegno che collegano i tre piani dell’abitazione. La nuova scala interna è stata disegnata integralmente per adattarsi alle misure in pianta della piccola torre che la ospita, ed è stata realizzata in maniera artigianale curando ogni dettaglio.
La struttura principale della scala è stata progettata in acciaio brunito, saldamente ancorata in pochi punti alle murature portanti circostanti. Scalini in legno, in parte dotati di alzata e pedata in parte di sola pedata, ed un parapetto in vetro garantiscono la diffusione dell’ illuminazione naturale lungo tutto lo sviluppo della scala, e permettono la fruizione continua del muro portante in pietra a facciavista che abbiamo restaurato, e che accompagna il visitatore dal piano terra al piano primo della scala.
Un nuovo sistema di scale interne garantisce i collegamenti verticali in ciascun appartamento. Nell’appartamento B, la scala interna è stata posizionata svuotando completamente un volume a sviluppo verticale precedentemente suddiviso da solaio orizzontali, permettendo così l’installazione di una serie di rampe su disegno che collegano i tre piani dell’abitazione. La nuova scala interna è stata disegnata integralmente per adattarsi alle misure in pianta della piccola torre che la ospita, ed è stata realizzata in maniera artigianale curando ogni dettaglio.
La struttura principale della scala è stata progettata in acciaio brunito, saldamente ancorata in pochi punti alle murature portanti circostanti. Scalini in legno, in parte dotati di alzata e pedata in parte di sola pedata, ed un parapetto in vetro garantiscono la diffusione dell’ illuminazione naturale lungo tutto lo sviluppo della scala, e permettono la fruizione continua del muro portante in pietra a facciavista che abbiamo restaurato, e che accompagna il visitatore dal piano terra al piano primo della scala.

Nell’ambito di una riqualificazione energetica, la definizione preliminare di dettagli costruttivi è un’operazione fondamentale, sia per studiare in dettaglio e risolvere al meglio i ponti termici, sia per prevedere in fase di definizione dell’appalto tutti i costi necessari derivanti dalla fornitura e posa di tutti gli isolanti termici e dei relativi accessori. Nell’immagine, i dettagli del cappotto termico nel nodo tecnico delle finestre.
L’intervento ha compreso anche la completa riqualificazione energetica della casa rurale, con isolamento termico totale del fabbricato e nuovi impianti in pompa di calore alimentati da pannelli fotovoltaici. Nel progettare la completa coibentazione dell’involucro della casa, il primo obiettivo che ci siamo posti è stato quello di mantenere intatti i caratteri tipici del fabbricato rurale, così da tutelarne l’identità e il ruolo nel paesaggio circostante. Per questo abbiamo scelto di lavorare con un cappotto termico esterno Caparol certificato Etics, che ci ha permesso di ottenere specifici standard prestazionali ed estetici. Abbiamo poi lavorato sulle finiture, scegliendo un tonachino a grana grossa per le pareti esterne, tinteggiato con un bianco sporco tipico dei fabbricati rurali di questa zona, con cornici tinteggiate e dettagli in ferro color canna di fucile.
Tutte le aperture esistenti sono state ampliate per permettere una corretta installazione del nuovo cappotto termico esterno, che è stato progettato in ogni dettaglio anche in funzione delle varie articolazioni spaziali dei vari volumi che compongono il fabbricato. Oltre alle pareti esterne, abbiamo previsto la coibentazione di tutti i solai controterra e del solaio di copertura, oltre alla completa sostituzione degli infissi esistenti con nuovi infissi termici. In termini impiantistici, il progetto ha previsto nuovi impianti in pompa di calore con fan coil connessi a 4 kW di pannelli fotovoltaici posizionati a tetto, e due pannelli di solare termico per la produzione di ACS. Tutti gli ambienti sono inoltre dotati di VMC puntuali che permettono il ricambio di aria interna, evitando così la dispersione termica ed il rischio di formazione di muffe interne.
L’intervento ha compreso anche la completa riqualificazione energetica della casa rurale, con isolamento termico totale del fabbricato e nuovi impianti in pompa di calore alimentati da pannelli fotovoltaici. Nel progettare la completa coibentazione dell’involucro della casa, il primo obiettivo che ci siamo posti è stato quello di mantenere intatti i caratteri tipici del fabbricato rurale, così da tutelarne l’identità e il ruolo nel paesaggio circostante. Per questo abbiamo scelto di lavorare con un cappotto termico esterno Caparol certificato Etics, che ci ha permesso di ottenere specifici standard prestazionali ed estetici. Abbiamo poi lavorato sulle finiture, scegliendo un tonachino a grana grossa per le pareti esterne, tinteggiato con un bianco sporco tipico dei fabbricati rurali di questa zona, con cornici tinteggiate e dettagli in ferro color canna di fucile.
Tutte le aperture esistenti sono state ampliate per permettere una corretta installazione del nuovo cappotto termico esterno, che è stato progettato in ogni dettaglio anche in funzione delle varie articolazioni spaziali dei vari volumi che compongono il fabbricato. Oltre alle pareti esterne, abbiamo previsto la coibentazione di tutti i solai controterra e del solaio di copertura, oltre alla completa sostituzione degli infissi esistenti con nuovi infissi termici. In termini impiantistici, il progetto ha previsto nuovi impianti in pompa di calore con fan coil connessi a 4 kW di pannelli fotovoltaici posizionati a tetto, e due pannelli di solare termico per la produzione di ACS. Tutti gli ambienti sono inoltre dotati di VMC puntuali che permettono il ricambio di aria interna, evitando così la dispersione termica ed il rischio di formazione di muffe interne.


I dettagli dalla coibentazione dell’involucro: tutti i punti di contatto tra gli isolanti termici sono stati studiati in maniera approfondita prima del cantiere, al fine di massimizzare l’efficacia delle lavorazioni in cantiere ed evitare costi aggiuntivi.
Il cantiere di questo intervento è stato particolarmente lungo, sia per la notevole quantità di lavori da eseguire, sia perchè l’intervento prevedeva l’ottenimento del Superbonus 110%, con tutta la complessità normativa che questo implica. I lavori hanno riguardato in prima battuta la demolizione delle superfetazioni e di tutte le porzioni interne non necessarie, e di tutti i solai da sostituire. Una serie importante di interventi di consolidamento strutturale hanno poi impegnato le lavorazioni per vari mesi, con nuovi solai, consolidamento di solai esistenti (in legno ed a voltine), nuove aperture strutturali e rinforzi strutturali alle pareti esistenti.
Abbiamo inoltre previsto ampie lavorazioni per impermeabilizzare il piano seminterrato, con particolare riferimento ai solai ed alle pareti controterra, che presentavano copiose infiltrazioni. Mediante l’utilizzo di prodotti impermeabilizzanti in controspinta Volteco, abbiamo previsto la completa impermeabilizzazione degli ambienti, con posa di nuovi intonaci antiumido a base di calce naturale. Infine, tutti i passaggi dei nuovi impianti idrici ed elettrici sono stati studiati a tavolino e realizzati a regola d’arte, al fine di garantire ordine, ispezionabilità e nessun danno alle strutture portanti appena consolidate.
Il cantiere di questo intervento è stato particolarmente lungo, sia per la notevole quantità di lavori da eseguire, sia perchè l’intervento prevedeva l’ottenimento del Superbonus 110%, con tutta la complessità normativa che questo implica. I lavori hanno riguardato in prima battuta la demolizione delle superfetazioni e di tutte le porzioni interne non necessarie, e di tutti i solai da sostituire. Una serie importante di interventi di consolidamento strutturale hanno poi impegnato le lavorazioni per vari mesi, con nuovi solai, consolidamento di solai esistenti (in legno ed a voltine), nuove aperture strutturali e rinforzi strutturali alle pareti esistenti.
Abbiamo inoltre previsto ampie lavorazioni per impermeabilizzare il piano seminterrato, con particolare riferimento ai solai ed alle pareti controterra, che presentavano copiose infiltrazioni. Mediante l’utilizzo di prodotti impermeabilizzanti in controspinta Volteco, abbiamo previsto la completa impermeabilizzazione degli ambienti, con posa di nuovi intonaci antiumido a base di calce naturale. Infine, tutti i passaggi dei nuovi impianti idrici ed elettrici sono stati studiati a tavolino e realizzati a regola d’arte, al fine di garantire ordine, ispezionabilità e nessun danno alle strutture portanti appena consolidate.
Al momento del nostro incarico, la casa si presentava in uno stato di abbandono ed incuria pressochè totale, con fenomeni di cedimento strutturale e infiltrazioni di acqua piovana che avevano accelerato il degrato del fabbricato. L’aspetto peggiore tuttavia consisteva nei numerosi interventi di ristrutturazione messi in opera intorno agli anni 70′ del secolo scorso, che avevano previsto una vera e propria rivoluzione in negativo del fabbricato.
La sistematica sostituzione delle parti lignee di vari solai e della copertura con travi e travetti in cemento, la costruzione di superfetazioni sui vari lati dell’edificio, la chiusura di aperture storiche, la totale rimozione degli intonaci originali in calce con intonaci in cemento: questa era solo una parte delle opere che abbiamo trovato e che avevano contribuito a degradare strutturalmente il fabbricato.
Al momento del nostro incarico, la casa si presentava in uno stato di abbandono ed incuria pressochè totale, con fenomeni di cedimento strutturale e infiltrazioni di acqua piovana che avevano accelerato il degrato del fabbricato. L’aspetto peggiore tuttavia consisteva nei numerosi interventi di ristrutturazione messi in opera intorno agli anni 70′ del secolo scorso, che avevano previsto una vera e propria rivoluzione in negativo del fabbricato.
La sistematica sostituzione delle parti lignee di vari solai e della copertura con travi e travetti in cemento, la costruzione di superfetazioni sui vari lati dell’edificio, la chiusura di aperture storiche, la totale rimozione degli intonaci originali in calce con intonaci in cemento: questa era solo una parte delle opere che abbiamo trovato e che avevano contribuito a degradare strutturalmente il fabbricato.